
Purtroppo io non so preparare il pane fatto in casa, anche se diverse volte ho aiutato mia nonna a prepararlo nel forno a legna: per lei oggi rievocazione nostalgica del passato, faticosa, ma intrisa di gesti e movimenti antichi, che rievocano quel rito vissuto fino a qualche anno fa, che coinvolgeva tutta la famiglia.
Quando il pane si cuoceva al forno a legna, se si aveva la fortuna di possederne uno, o in quello messo a disposizione dal vicino, dall'amico, dal parente.
Quando il pane si preparava ogni settimana, 10 giorni, veniva conservato nella madia e durava fragrante e profumato fino alla prossima infornata.
Quando il pane, condito con un filo d'olio d'oliva extra vergine delle colline circostanti il paese, era la colazione di tutti i bambini.
Quando il pane e salame era una prelibatezza per i giorni di "festa", ed il pane e cipolla una necessità dettata dalle scarse risorse economiche.
Quando il pane si preparava con il lievito madre che gli conferiva un sapore forte, deciso, inconfondibile.
Quando il pane aveva la forma classica a pagnotta, con la croce sopra, e non esistevano ancora rosette, sfilatini, ciabatte...al massimo c'era il "tortano" del periodo pasquale o le "frese"...
Quante cose, sensazioni, profumi rievoca il pane?? Spero, con queste foto, di condividerle con voi...e di dare un buon contributo alla raccolta di Zorra.
Questo è il pane tipo-casereccio che si trova nei panifici qui; è basso, compatto, dalla crosta liscia o al massimo con la croce, dal sapore e profumo del lievito madre. Sicuramente è diverso dal pane preparato come 40-50 anni fa, ma si avvicina molto al tipo di panificazione tradizionale.

Read more...