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Lagane e ceci - Lagani e ciciri

>> domenica 1 febbraio 2009


Ricetta tipica della provincia di Cosenza, la "lagana" è la tagliatella senza uova: solo acqua e farina. Pietanza tramandata dalle nostre nonne, semplicissima e povera negli ingredienti, saporita ed energetica, può considerarsi a tutti gli effetti un piatto unico per la presenza del legume.

In inverno le lagani e ciciri si preparano spesso, soprattutto nei giorni particolarmente freddi e rigidi.
Mia nonna stende la sfoglia sulla spianatoia a mano con il mattarello, con una velocità e precisione sorprendente, per poi tagliare con il coltellaccio le lagane (o anche le tagliatelle).
Io non ho ancora imparato e perciò mi avvalgo dell'aiuto della macchinetta ("nonna Papera")...anche se quelle stese a mano hanno una rugosità ed una consistenza uniche e impareggiabili, e il loro sapore è tutta un'altra cosa.




Ingredienti:

stessa quantità di farina 00 e di farina di semola rimacinata
acqua
ceci secchi
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
sale

Mettere a bagno i ceci in acqua per un'intera nottata. Il giorno dopo metterli a cuocere in abbondante acqua e sale a fuoco bassissimo. Controllare spesso il livello dell'acqua e, se necessario, aggiungerne ancora bollente.
Preparare le lagane con le farine miscelate tra di loro e acqua. Regolarsi sulla quantità di quest'ultima: l'impasto deve essere come quello delle tagliatelle.
Stendere la sfoglia e tagliare le lagane (a mano o con la macchinetta apposita). Farle poi riposare sulla spianatoia per una trentina di minuti.
Lessarle in acqua salata e nel frattempo soffriggere in un padellino l'aglio schiacciato nell'olio (questo servirà da condimento).
Scolare le lagane, aggiungervi i ceci e l'olio caldo, lasciando da parte l'aglio.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta-premio "Poveri, ma belli" di Nadia del blog Mamma che buono!

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Torta di mele caramellate al brandy

>> domenica 14 dicembre 2008



Inverno per me è sinonimo di caminetto acceso, una tazza di tè fumante, il profumo dei fritti tipici di Natale, la fragranza per casa di una torta appena sfornata...meglio se una torta alle mele.
Ed ecco una versione che ci è piaciuta molto.
L'impasto che ho usato è quello del plum cake all'inglese ma che, con delle piccole varianti, uso per diversi dolci, soprattutto ciambelloni e torte da farcire con la marmellata per la colazione. Questa volta è toccato alle mele; il pizzico di Brandy e il leggero caramello rendono il dolce finito particolare e sfizioso. E poi che torta di mele sarebbe senza l'accostamento di un pizzico di cannella?
Ingredienti:
4 uova
220 gr. di zucchero
200 gr. di burro a temperatura ambiente
450 gr. di farina 00
1 bicchiere (di carta) di latte
buccia e succo di 1 limone
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

3 mele golden
4-5 cucchiai di zucchero semolato
3 cucchiai da tavola di Brandy
zucchero a velo e cannella (quantità secondo i gusti)



Procedimento:
Sbucciare le mele, tagliarle a spicchi, spruzzarle di Brandy e, in una padella, farle caramellare con lo zucchero semolato.
Aprire le uova e separare i tuorli dagli albumi. Tagliare il burro ammorbidito a tocchetti e montarlo a crema con lo zucchero. Aggiungere i tuorli, la buccia ed il succo del limone, il latte, il pizzico di sale, la farina setacciata con il lievito e per ultimi gli albumi montati a neve.
Imburrare, quindi, uno stampo rotondo da 28 cm. Versare metà dell'impasto, posizionare le mele uniformemente e coprire con il restante composto. Infornare a 180° C, per circa 40-45 minuti.
Appena la torta sarà fredda, spolverarla di zucchero a velo miscelato con cannella.


Con questa torta partecipo alla raccolta di Essenza di Vaniglia, "La mia torta di mele"

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Minestra di pasta e lenticchie e riflessioni di fine novembre

>> domenica 30 novembre 2008


Iniziamo con una serie di premesse e di "finalmente"...
Finalmente riesco a scrivere nel mio angolo virtuale preferito. Negli ultimi giorni non è che mi mancasse il tempo di dedicarmi al mio blog...anzi! Era la voglia di scrivere, la concentrazione, l'ispirazione che m'aveva abbandonata. Come iniziare? Aprivo il foglio dei post, e dopo avere scritto 3-4 righe mi bloccavo senza riuscire a farmi piacere quello che stavo scrivendo. Capita no? La sindrome del foglio bianco. Ero sempre distratta da qualche pensiero o preoccupazione a cui dare la precedenza. "Il lavoro non va mica bene...sicuramente il contratto a progetto che ho dopo il 15 dicembre non sarà rinnovato a me alle mie colleghe...che imbecille il mio titolare:non gliene va bene mai una. Sono davvero stufa delle sue sfuriate senza senso, dei suoi cambi d'umore come una donna nel bel mezzo di una crisi isterica. Invio il curriculum a questa e quella azienda, magari mi chiamano per un colloquio...Intanto lunedì pomeriggio che delusione! Il colloquio in quell'azienda della quale mi avevano parlato davvero bene è andato alla grande ma con che faccia dicono di voler pagare 2,50 Euro all'ora? Chi vuoi che vada a lavorare lì per 250 Euro al mese? Che bella l'ultima canzone della mia Carmen Consoli. Mi fa sognare..."
Stamattina, invece, dopo le pulizie della domenica mattina mi sono seduta alla mia scrivania e nel massimo silenzio sto cercando di svuotare la mia testa affollata da troppe parole, troppe idee e concetti da condividere con qualcuno. Si c'è silenzio intorno. Da sola riesco meglio a sentire la voce che proviene dal mio io interiore. Mi piace stare sola e fare quello che più mi piace ed appassiona.
Finalmente il mese di novembre è terminato e da domani posso pensare ufficialmente al Santo Natale: portare giù dalla soffitta gli scatoloni e tirare fuori l'albero, gli addobbi, le lucine (tutto deve essere pronto per il 7 dicembre la vigilia dell'Immacolata); pensare (seppur siano pochini) ai regali da fare (ah...dimenticavo...uno l'ho già acquistato ieri e donato in anticipo...secondo voi vale? Boh! ma sempre di un regalo di Natale si tratta).
E poi...e poi...magari organizzare un bel Capodanno che apra le porte al 2009 e si porti via questo 2008 che, parlando con tutta sincerità, non è stato un anno tanto positivo, della serie anno bisesto, anno funesto.
Il mese di novembre mi ha sempre portato tristezza, sindrome depressiva. Sono anni ormai che mi succede. Sarà il freddo che a me non piace tanto; saranno le poche ore di luce; sarà che è per antonomasia il mese dei morti; sarà l'avvicinarsi dei bilanci personali di fine anno ma questo mese non mi garba per niente. Lo considero a tutti gli effetti un mese di cui sbarazzarsi al più presto.
Poi c'è una cosa che proprio non sopporto: il voler a tutti i costi pensare al Natale già dal 3 novembre o anche prima. Negli ultimi anni sembra che tutti facciano a gara per addobbare per primo l'albero, per esporre il primo panettone, per appendere ai balconi luci ed i tanto buffi, quanto odiosi Babbi Natale scalatori. Quando ero piccola io, e non stiamo parlando certo del secondo dopoguerra, l'albero si addobbava a Santa Lucia e in casa non c'era traccia di regali o panettoni prima del 15 dicembre. Ora per via di impegni vari, e perché lo trovo più consono alla nostra tradizione che vede l'inizio delle festività con la prima domenica d'avvento o comunque l'8 dicembre, addobbiamo l'albero e prepariamo tutto per la sera del 7, vigilia dell'Immacolata. E' anche vero che del Natale sono più belli i preparativi e l'attesa...ma non mi piace anticipare troppo i tempi. Ed è anche per questo che qui sul blog non c'è ancora traccia di lustrini, ghirlande, fiocchi rossi.
Finalmente la pioggia ha smesso di cadere e oggi c'è il sole. Il Nord è ricoperto dalla neve, qui invece siamo stati ricoperti dall'acqua. Sono stati giorni terribili: pioggia, vento come mai s'era visto. La città paralizzata per un pomeriggio intero per la chiusura di alcune strade. Tanta paura per il rischio frane e smottamenti che, qui in Calabria, purtroppo sono all'ordine del giorno. Ogni volta il pensiero non può che andarmi alla tragedia di Cavallerizzo, una frazione di Cerzeto, che il 7 marzo 2005 è stato cancellato da una frana che ha portato via ad un'intera popolazione le case ed i sacrifici di una vita. Ricordo come fosse stato ieri la paura, la disperazione, l'incredulità negli occhi delle persone che in una notte sono state testimoni della scomparsa del loro paese. Qui trovate la fotogallery creata dal Comitato per Cavallerizzo: immagini tremende che mi ricordano come anche il mio paese è ad alto rischio ed interessato da più di un evento franoso che ha costretto all'evacuazione di diverse famiglie.
Ed in questa domenica finalmente riesco a pubblicare quasi fuori tempo massimo il mio contributo per la raccolta di Zuppe e minestre indetta da Cristina di La cucina di Cristina.

Un piatto semplice, umile, povero senza troppe pretese ma che adoro proprio per queste sue caratteristiche.
MINESTRA DI PASTA E LENTICCHIE
Ingredienti:
500 g. di lenticchie
3 carote
1 cipolla rossa di Tropea piccola
1 costa di sedano
3 grossi pomodori pelati
sale
olio extra vergine d'oliva
pasta dal formato piccolo


Tenere le lenticchie a bagno in acqua fredda un paio d'ore. Scolarle, sciacquarle e coprendole nuovamente d'acqua tiepida metterle a cuocere con le carote, la cipolla, il sedano ed i pelati. Cuocere per circa 40 minuti. A fine cottura salare e condire con l'olio. Quindi lessare la pasta e condirla con le lenticchie.

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Vellutata di zucca e patate

>> venerdì 14 novembre 2008

Questa vellutata è davvero una delizia! Delicata, saporita ma soprattutto leggera dal punto di vista calorico. Insieme ad una fetta di carne ai ferri, un'insalata verde ed un frutto, rappresenta un pasto completo per affrontare magari un pomeriggio di studio o lavoro, ma ipocalorico per chi è a dieta.
Anche se, a dir la verità, io l'ho mangiata con i pezzetti di fresella integrale e mi ha saziato, da sola, senza problemi.
E poi, per una freddolosa come me, nelle sere buie e fredde, cosa c'è di meglio che scaldarmi e coccolarmi in questo modo??

Ingredienti:

500 gr. di zucca
2-3 patate
1/2 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
scaglie di parmigiano
olio extra vergine d'oliva
sale
1 fresa integrale o pane tostato
Pulire la zucca e le patate; tagliarle in grossi pezzi. Sistemarle in una pentola insieme alla cipolla, alla carota, al sedano e coprire d'acqua. Dal momento dell'ebollizione fare cuocere almeno un'ora. Passare quindi al passaverdure o con il minipimer. Rimettere la pentola con la vellutata sul fuoco e lasciare andare ancora per altri 5-10 minuti (se vi pice più densa). Condire con un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva, delle scaglie di parmigiano ed accompagnare con della fresa a tocchetti o del pane tostato
Con questa ricetta partecipo alla Raccolta di Ricette light di Manu.


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Sacher Torte...la mia ricetta del cuore

>> venerdì 31 ottobre 2008


Goduriosa, peccaminosa, cioccolatosa all'inverosimile.
Non a caso è la più famosa torta al mondo e vanta moltissimi tentativi d'imitazione. La ricetta originale è rinchiusa in gran segreto, da oltre un secolo, nella pasticceria dell'Hotel Sacher di Vienna.
A noi poveri estimatori di questa specialità ignari della ricetta originale, non ci resta che cercare la copia più vicina possibile a quella che si può assagiare solo in Austria.
Questo dolce, oltre a rappresentare l'apoteosi del gusto, per me amante del cioccolato fondente, rappresenta qualcosa di veramente speciale.
La prima volta che mi sono cimentata nella sua preparazione, con una ricetta diversa da questa, è stato il 1° ottobre 2003, primo compleanno del mio Amore trascorso insieme. La Sacher è il suo dolce preferito in assoluto; davanti ad un pezzo di questa torta non riesce a resistere.Prepararla in quell'occasione è stato un modo per festeggiarlo ma insieme fargli la sorpresa del suo dolce preferito. Dal 2003, ogni anno, la Sacher è LA torta di compleanno del mio Amore...è IL dolce che preparo se voglio coccolarlo ...se voglio sorprenderlo...se voglio prenderlo per la gola...
Dopo esattamente un mese condivido con voi la versione 2008...davvero eccezionale come sapore, consistenza, profumo.
Questa versione della Sacher l'ho avuta da una persona davvero speciale...Deborah alias Jolie811 che ha gentilmente condiviso con il forum cucina di Alfemminile la sua personale ricetta. Grazie Deborah!
Di seguito la ricetta così come l'ha postata Jolie: la ricetta è perfetta così...io ho apportato pochissime modifiche (che indico in corsivo tra parentesi).



INGREDIENTI:

Per l' impasto:
200g di burro bavarese
200g di cioccolato fondente da copertura (meglio 250,un po' rimane sempre nella ciotola)
200g di zucchero finissimo (zucchero a velo)
200g di farina
70g di mandorle macinate
buccia grattugiata di un'arancia
3 cucchiai di liquore cointreau apricot, o qualsiasi apricot-brandy
1 bustina lievito per dolci
8 uova medie

Per la farcitura:
confettura d' albicocche q.b.
cointreau apricot , o apricot-brandy, solo se piace
succo di 1/2 arancia o di 1/2 limone fresco
Per la glassa di copertura:
170g di cioccolato fondente da copertura
qualche cucchiaio di panna liquida (anche montata va bene lo stesso)
solo se piace due cucchiai di zucchero a velo

PROCEDIMENTO:
Spezzettate i 200g di cioccolato in una casseruolina, mettete quest'ultima in un recipiente più grande, riempito a metà d'acqua molto calda, ma non assolutamente bollente!! Mescolate con un cucchiaio di legno per far sciogliere il cioccolato. quando l'acqua si fredderà un po', togliete il cioccolato, e rimettete l' acqua sul fuoco fino a quando ritorna molto calda: spegnete il fuoco e rimettete dentro la casseruola col cioccolato a sciogliere. Mescolate delicatamente fino a farlo diventare 1 crema omogenea e lucida, quindi togliete dal bagnomaria e fate raffreddare girando di tanto in tanto affinché non si solidifichi troppo. Intanto lavorate i 200g di burro a temperatura ambiente coi 200g di zucchero. Quando avrete ottenuto 1 composto cremoso, unitevi il cioccolato fuso e i tuorli d' uovo amalgamando tutto per bene. Sbattete a neve molto ferma gli albumi, e uniteli con delicatezza all' impasto, mescolando dal basso verso l' alto. Unite i cucchiai di cointreau apricot e la buccia d' arancia. Setacciate lentamente la farina e le mandorle tritate rimestando con cura. Aggiungete una bustina di lievito x dolci sciolta in un pochino di latte a temperatura ambiente. Versate in uno stampo imburrato e infarinato, meglio ancora foderato con carta da forno, con un diametro più o meno di 24 cm. (il mio era 28 cm)
Cuocere a fuoco basso per circa 1 ora, o di più se necessario. Dopo, estraetela subito dal forno e fate freddare. A questo punto tagliatela in due dischi. Stemperate una tazza di confettura d'albicocche con il succo o di 1/2 limone, o di 1/2 arancia, e se vi piace anche con due cucchiai di cointreau apricot, poi spalmate il disco inferiore della torta. Ricomponete la torta con i due dischi, e spalmare la marmellata anche sulla superficie e sui bordi, come se fosse un velo. Mettete il restante cioccolato a scioglier allo stesso modo di prima, aggiungendo per un p di panna liquida (o montata) e girare bene bene per far venir una glassa liquida. Girare fino a quando diventa quasi fredda, e versarla sulla torta con l'aiuto di una spatola, anche sui bordi. Vi consiglio di farlo molto lentamente, o di versare pochissimo cioccolato alla volta x farlo rapprender man mano.

Con la Sacher Torte partecipo alla raccolta di Dolci e Salati....per i motivi che mi legano a questo dolce

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Parmigiana di zucca

>> venerdì 17 ottobre 2008

Eh si...! E' arrivato ufficialmente l'autunno. Colori, profumi, immagini, ingredienti sono mutati ed ogni cosa pare si abbandoni al prossimo passo, l'inverno.
Anche se preferisco le temperature primaverili, decisamente più calde, mi piace sentire, al tramonto, sul viso e sulle mani il sole ancora tiepidino di questi giorni ed insieme il venticello fresco.
Mi piace osservare la natura, i fiori e le piante, che sembrano accendersi di colori rubati ad un incendio: giallo, rosso, arancio, marrone bruciato...Basta guardare in quanti colori mutano le foglie per accorgersi di quanta vitalità c'è ancora nella natura. Questa stagione è una magia.
Per me è autunno a tutti gli effetti quando inizia la raccolta delle olive o inizio a trovarmi nel piatto funghi, castagne, kaki o melograni.
Purtroppo qui sembra che quest'anno non sia stagione di funghi buoni, almeno così dicono i raccoglitori ed intenditori. Un amico di famiglia dividendo il suo "bottino"con mio padre ci ha omaggiato di 3 funghi porcini che per il momento aspettano buoni buoni in freezer la compagnia di qualche altro esemplare per finire in padella con un risotto o pappardelle o patate. V'immaginate dover cucinare qualcosa di gustoso per 4- 5 persone, con soli 3 funghi?? Ci resterebbe solo d'odore...Aspetto paziente.
La zucca, invece, è buonissima come sempre. A me piace in tutti i modi...mentre al resto della famiglia non tanto: il sapore dolce deve essere smorzato con un ingrediente più saporito. Ed è per questo che, dietro suggerimento della signora Aurelia, ormai quasi un anno fa, provai per la prima volta la Parmigiana di zucca. Un piatto eccezionalmente saporito.
Non vi indico quantità precise...con il salato, avrete capito, vado ad occhio.
PS La foto è riciclata dal mio album su Alfemminile poichè al momento di fotografare il piatto, la digitale era scarica. Appena la rifaccio provvederò a sostituirla.
PARMIGIANA DI ZUCCA
Tagliare a fette sottili nel senso della lunghezza la zucca ed in un recipiente salarle, facendole riposare in frigo per 24 ore. Al momento di preparare la parmigiana, strizzare le fette di zucca e disporle su una teglia oleata formando uno strato.
Farcire con caciocavallo (o scamorza affumicata), salsiccia fresca (o pancetta) sbriciolata e ripassata in padella per 10 minuti, parmigiano, pepe nero. Coprire con un altro strato di zucca; spolverare con altro parmigiano e pane grattugiato. Condire con un filo d'olio o qualche tocchetto di burro. Infornare a 180 gradi per circa 40-45 minuti, finchè la zucca è ben asciugata della sua acqua e la superficie ben dorata.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Soleluna, Ricette con la zucca.

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Torta al cioccolato

>> lunedì 8 settembre 2008



Buon inizio settimana a tutti! Il lunedì è sempre il giorno più critico della settimana, se poi si torna a lavoro...
Ebbene si! Le ferie sono terminate anche per me. Cinque settimane sono trascorse in un lampo; è vero, cinque settimane sono tante ma se considero che subito dopo Ferragosto ho ripreso in mano i libri universitari...le settimane si riducono a due.
E per consolarmi un po' stamattina posto la mia famosa Torta al cioccolato, e partecipo all'iniziativa di Cyndistar, "Un piatto per gli amici". (Cliccate sul bannerino qui sotto per conoscere le istruzioni dell'iniziativa.)



TORTA AL CIOCCOLATO


Per la base:

4 uova intere

150 gr. di zucchero semolato

100 gr. di burro fuso

100 gr. di latte

170 gr. di farina 00

3 cucchiai da tavola rasi di cacao amaro (circa 50 gr.)

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Per la crema:

4 cucchiai di Nutella

250 gr. di mascarpone

Per la copertura:

250 ml. di panna da montare già zuccherata

cacao amaro


Sbattere a lungo (almeno 10 minuti) i tuorli e lo zucchero. Aggiungere il burro fuso e raffreddato, il latte; la farina, il cacao, il lievito ed un pizzico di sale setacciati insieme. Per ultimi amalgamare delicatamente gli albumi montati a neve. Imburrare ed infarinare uno stampo da 26 cm. e versarvi l'impasto. Infornare a 170-180 gradi per circa 30-40 minuti.

Una volta raffreddata tagliare la torta a metà, bagnarla leggermente con latte o panna liquida e farcirla con la crema ottenuta amalgamando la Nutella ed il mascarpone.

Montare la panna e con essa decorare la superficie della torta spolverando, infine, di cacao amaro.

Come farcitura, un'alternativa alla crema al mascarpone, è la panna e Nutella. Dopo aver tagliato la torta in due si bagna, si spalma uno strato di Nutella e successivamente uno strato di panna. Si decora con zucchero a velo miscelato con cacao amaro. In questo caso la torta al cioccolato diventerà una Torta KINDER DELICE.






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Crema pasticcera al limone nel bicchiere

>> martedì 5 agosto 2008

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, si è ritrovato con gli avanzi di una preparazione o un ingrediente da consumare a breve ed ha provveduto ad un sapiente e gustoso riciclo, o meglio riutilizzo innovativo. La pasta frolla della crostata modellata in succulenti biscottini per l'inzuppo nel cappuccino, il petto di pollo arrosto (per via della dieta) trasformato in una fresca insalata, la ricotta reclamante attenzioni in frigorifero appallottolata in polpettine.


L'elenco potrebbe essere interminabile ed altrettanto interessante per quella lampadina che s'accende al momento giusto (Eureka!!) e quel tocco di fantasia che fa la differenza.


Il riciclare gli ingredienti è un'arte e saperlo fare con gusto è difficile almeno quanto ri-girare a qualcuno l'ennesimo regalo non gradito ricevuto a Natale!


Ed è di recente creazione la raccolta RiciClo-RicEtta di Gustosa...mente, proprio per aiutare in questa impresa.


Beh...ricorderete certamente le torte alla frutta pubblicate nel mio primo post. Bene! Sono state l'occasione per utilizzare fino all'ultima cucchiaiata la crema pasticcera, il succo d'ananas, il Pan di Spagna...E siccome il caso ha voluto che realizzassi la riciclo-ricetta in 3 bicchieri, colgo l'occasione per dare il mio contributo all'iniziativa di Morettina, "RICETTE IN UN BICCHIERE".












Ingredienti:


Crema pasticcera al limone

Briciole di Pan di Spagna (qui le rispettive ricette)

Succo d'ananas

Frollini alla panna


Sbriciolare in ogni bicchiere 2 frollini, inzupparli con del succo d'ananas, cospargerli di briciole di Pan di Spagna e versare un primo strato di crema. Continuare alternando frollini imbevuti di succo, briciole di PdS e crema fino a riempire i bicchieri.



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