TURDILLI

>> lunedì 29 dicembre 2008


Ed ecco una ricetta natalizia della tradizione calabrese: I TURDILLI ( o turdiddri...in effetti da me si dice così...turdiddri...il suono "ddri" si pronuncia in un modo che non so spiegare. Qualche calabrese cosentina sa aiutarmi?), dolcetti rigorosamente fritti. Infatti, in Calabria il Natale non è tale se in ogni casa non si inaugurano le festività con LA frittura.
Ogni famiglia, come ogni ricetta della tradizone che si rispetti, li prepara a modo suo...con o senza lievito, con vino rosso o bianco, cuocendo i liquidi o a freddo, con uova intere o soli tuorli.
Questa versione dei turdilli è quella di mia mamma che la imparò da mia nonna, che la imparò dalla mia bisnonna.....
L'unità di misura è un bicchiere: gli ingredienti devono essere misurati tutti nella stessa quantità ad eccezione della farina. Per questa, sulla ricetta, c'è scritto un secco "quanta se ne prende". Ed è qui il dubbio: quanta se ne prende?
Non è difficile regolarsi. L'impasto non deve appiccicare più alle mani, deve essere lavorabile ma nello stesso tempo morbido.
I turdilli sono dei dolcetti squisiti, che piacciono a tutti. La cosa più bella è leccarsi le dita sporche di miele dopo averle mangiate...assicurato.


INGREDIENTI
3 uova intere
1 bicchiere (di carta) di vermuth o vino bianco moscato
1 bicchiere (di carta) di zucchero semolato
1 bicchiere (di carta) di olio d'oliva
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di bicarbonato
farina quanta ne assorbe
miele di fichi o miele d'api

PROCEDIMENTO
Versare in una ciotola il vermuth (o vino) e l'olio; rompere le uova in una terrina, sbatterle un po' e versarle nella ciotola. A questo punto versare lo zucchero e amalgamare. Aggiungere il lievito ed il pizzico di bicarbonato. Quindi aggiungere farina finchè l'impasto è sodo ma non troppo duro. La pasta deve essere lavorabile.
Lasciare riposare la pasta per 10-15 minuti...così i turdilli si taglieranno meglio. Formare dei grossi gnocchi, grandi quanto una noce, di forma cilindrica.


Per formare le classiche righe si usa questo attrezzo...un setaccio di cannucce di bambù o salice (penso) che in dialetto calabrese si chiama CRIVU. In alternativa si può utilizzare tranquillamente la tavoletta rigata che serve per gli gnocchi o una forchetta.

Passare quindi i turdilli sul setaccio, incavandoli con le dita indice e medio come si fa per gli gnocchi.

Friggere in una padella alta e larga i turdilli. Fanno molta schiuma; in tal caso abbassare un po' la fiamma. Devono cuocere per un po' altrimenti rimangono crudi all'interno, soprattutto se sono belli cicciotti come piacciono a me. Quando sono ben dorati all'esterno sono pronti.

Lasciarli raffreddare. In una padella scaldare del miele di fichi ( Il miele di fichi è chiamato "miele" ma non ha nulla a che vedere con le api. E' uno sciroppo o estratto molto denso e scuro che si ottiene dalla bollitura per molte ore del succo prodotto dai fichi appassiti di fine estate) o miele d'api. Se è il caso diluire con qualche cucchiaio d'acqua. Glassare quindi i turdilli.
Questi dolcetti si conservano benissimo per tutta la durata delle feste natalizie purchè siano ben chiusi in contenitori ermetici.

6 sassolini:

manu e silvia 30 dicembre 2008 08:39  

particolari questi dolcetti!! Ci piacicono molto le ricette della tradizione, e veder come ogni famiglia ha i suoi piccoli segreti e trucchetti!!
Davvero buonissimi!!
bacioni e buon 2009!

Onde99 30 dicembre 2008 09:13  

Che buoni!!!! Non ho mai trascorso un Natale in Calabria, ma la mia zia li preparava, con cocciutaggine ammirevole (ammirevole soprattutto nel suo rifiuto di buttare un occhio al termometro che segnava 35 gradi), per il pranzo di Ferragosto!!! Pur con il caldo erano sublimi!!!

Claudia 30 dicembre 2008 09:34  

Non li avevo mai sentiti!!! ma devono essere davvero molto buoni oltre che belli a vedersi.. Un bacione e buon 2009!!!!

unika 30 dicembre 2008 10:27  

buoni i tudilli:-) tanti auguri di buon anno:-)
Annamaria

marcella candido cianchetti 16 febbraio 2009 09:49  

mi piace molto x oltre ad essere golosa ha un facile dosaggio e non è poco! ciao

Mariù 17 aprile 2009 13:11  

Ma guarda qua!!
E le ricette tradizionali calabresi continuano!
Noi questi li chiamiamo tardilli, a volte crustoli... che odore di casa qui!!
Buona giornata!!

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